Breve Storia dei Rosa+Croce dal 1400
al 1600 narrata da fra’Tommasino

Enrico Cornelio Agrippa

Discepolo, per via diretta, di Giovanni Tritemio fu un altro straordinario confratello: Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim. vedi ritratto Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim, alchimista, medico, mago, teologo e filosofo tedesco, nacque il 14 Settembre 1486 a Colonia dalla ricca e nobile famiglia Von Nettesheim. Originariamente il suo nome era Heinrich Cornelis, ma egli decise di latinizzare Cornelis in Cornelius e di aggiungere il nome Agrippa in onore del fondatore romano della città di Colonia (la Colonia Agrippina dell’impero romano). Nel 1506 era già segretario di corte dell’imperatore Massimiliano d'Asburgo (1493-1519). Sempre nel 1506 si recò a studiare a Parigi, dove entrò nella confraternita e, successivamente tra il 1507 ed il 1508, visitò la Spagna (a Barcellona e nelle isole Baleari). Nel 1509 iniziò a tenere delle lezioni presso l’università di Dôle, in Borgogna, ma fu costretto ad abbandonare la città nel 1510, perseguitato da una pubblica accusa di eresia, da parte di Jean Catilenet, capo dell'ordine dei Francescani della Borgogna. Per evitare guai peggiori Massimiliano I lo inviò in missione in Inghilterra, presso re Enrico VIII (1509-1547), che venne da Agrippa convinto ad allearsi con l'imperatore nella Lega Santa, contro Luigi XII di Francia (1498-1515). In Inghilterra riuscì a terminare di scrivere il suo “De occulta philosophica”, nel quale testo cabalistico,ispirato all’insegnamento dell’abate Tritemio, all’epoca abate del monastero di St. Jakob, presso Würzburg, presso il quale egli aveva risieduto per qualche mese. Nel 1511 entrò nell’esercito dell’imperatore Massimiliano I d’Asburgo, e si distinse combattendo per la Lega di Cambrai (Spagnoli ed Asburgici) contro la Repubblica di Venezia, guadagnandosi in breve tempo i gradi di Capitano: fu successivamente nominato Cavaliere per atti di coraggio. Sempre nel 1511 egli partecipò come teologo al sinodo di Pisa, convocato da nove cardinali, appoggiati da Luigi XII di Francia in aperto conflitto con il Papa Giulio II (1503-1513), ma ciò condusse alla sua scomunica, comminata peraltro a tutti i partecipanti del sinodo da parte di Giulio II. Tale condanna gli fu in seguito condonata dal successivo pontefice, Leone X (1513-1521), suo fervente ammiratore. Dal 1512 insegnò all'università di Pavia, dove, nel 1515, egli istituì una accademia per lo studio delle scienze occulte, con lezioni su Ermete Trismegisto, e si laureò anche in legge e medicina.

Nel 1518-1519,come avvocato a Metz, in Francia, si scontrò con l'Inquisizione prendendo le difese di presunte streghe. Sempre a Metz, dal 1521 al 1523, praticò l'arte medica e per la sua fama divenne, nel 1524, a Lione, medico personale di Luisa di Savoia, madre del re Francesco I di Francia (1515-1547). Ma, poco dopo perse il posto per essersi rifiutato di compilare un oroscopo alla Regina Madre. Al 1530 risale il suo “De incertitudine et vanitate scientiarum et artium”, e la pubblicazione del “De occulta philosophica”, e da qui inizia l’aperta ostilità degli accademici dell’università Sorbona di Parigi, che riuscirono perfino a farlo imprigionare. L’attacco finale e decisivo venne da parte dei monaci di Lovanio, per le sua denuncie contro l’abuso della venerazione di immagini e reliquie e per il suo fermo invito ad un ritorno alla lettura delle Sacre Scritture originarie. Nel 1533, Carlo V, su istigazione dei Domenicani, emise la sua condanna a morte (pena che fu solo successivamente commutata in una condanna all'esilio) per eresia, ma egli riuscì a fuggire in Francia, prima della cattura. Qui egli fu ugualmente incarcerato, forse per debiti o forse per lo sgarbo fatto alla madre del re Francesco I, ma in seguito venne liberato per l’aiuto dei membri della confraternita. Aveva deciso di stabilirsi a Lione, ma fu colto, povero in canna, dalla morte a Grenoble il 18 Febbraio 1535, mentre era ospite di un importante confratello. Fu il principale riferimento ed ebbe grande influenza sul più importante Ormus della confraternita: Giordano Bruno. Egli insegnò la visione dell’universo come un essere vivente dotato di un corpo e di un’anima. Il corpo, a sua volta, era formato di quattro elementi: terra, aria, fuoco e sangue, che concorrevano a formare gli oggetti. Tuttavia per comprendere l’universo nella sua totalità, Agrippa considerò sempre fondamentale la fede cristiana.

Enrico Cornelio Agrippa

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