Breve Storia dei Rosa+Croce dal 1400
al 1600 narrata da fra’Tommasino

Francesco Bacone

Francesco Bacone nacque a Londra il 22 gennaio 1561 da sir Nicholas Bacon, che fu per vent’anni Guardasigilli della Regina Elisabetta, e da Anna Cooke, figlia di uno dei precettori di Edoardo VI. Iniziò gli studi al Trinity College di Cambridge, per proseguirli al Gray's Inn di Londra, una scuola per la formazione per giureconsulti e avvocati. Intraprese la carriera politica e diplomatica, e sotto Giacomo I Stuart ottenne cariche ed onori: fu nominato avvocato generale (1607), poi procuratore generale (1607), infine Lord Guardasigilli (1617) e Lord Cancelliere (1618). Fu chiamato a presiedere le principali corti di giustizia ed a rendere esecutivi i decreti regi. Fu inoltre nominato barone di Verulamio e visconte di S.Albano. Nel 1621, quando Giacomo I convocò il parlamento per chiedere l’imposizione di nuove tasse, il parlamento accusò Bacone di corruzione e peculato. Riconosciutosi colpevole, Bacone fu imprigionato nella Torre di Londra e fu escluso da tutte le cariche dello stato. Liberato qualche giorno dopo per intercessione del sovrano, Bacone si ritirò a Gorhambury, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Morì il 9 aprile 1626. Delle sue opere ti posso citare: “Cogitata et visa” (1607); “La sapientia degli antichi” (1609); “Storia naturale e sperimentale” (1622); “Il nuovo Organo” (1620); “Sulla dignità e il progresso delle scienze” (1623), “La Nuova Atlantide” fu invece pubblicata postuma nel 1627. “Se l’uomo vuole cominciare con certezze, allora finirà con dei dubbi; ma se sarà contento di cominciare con dei dubbi, allora finirà con certezze” fu partendo da questo presupposto che Francesco Bacone offrì agli uomini la riforma del metodo scientifico tramite la pratica e l’analisi della sperimentazione e l’analisi della ripetizione dei fenomeni. Fu sostenitore e strenuo difensore della rivoluzione scientifica senza essere uno scienziato e, con “La Nuova Atlantide” riprese il tema della riforma della società, caro alla confraternita. In questa opera Bacone mise in scena dei cavalieri dai mantelli con croci rosse, come quelle dei Templari, immersi nel simbolismo del sole e della luna, della squadra,, delle lettere J e B poste su due colonne, come nel Tempio di Salomone, e la sacra immagine del Pellicano che si apre il petto per spalancare ai suoi piccoli le porte di una nuova vita.

Francesco Bacone

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