Breve Storia dei Rosa+Croce dal 1400
al 1600 narrata da fra’Tommasino

Novalis

Georg Philipp Friedrich Von Hardenberg, che sarà poi conosciuto come Novalis, nacque il 2 maggio 1772 a Wiederstedt, in Sassonia-Anhaltad (Germania), nel castello di Oberwiederstedt, di proprietà della famiglia e tramandato da generazioni. Dopo studi compiuti privatamente, e un anno di ginnasio a Eisleben, seguì corsi di giurisprudenza in vista di una carriera in ambito forense, ma anche di filosofia a Jena, dove ebbe modo di seguire i corsi di Fichte e Schiller . In seguito, iniziò a frequentare l’Università a Weissenfeels-Sale ma ad un certo punto decise di proseguire a Lipsia dove nacque l’amicizia con Fredrich Schlegel. Cominciano a prendere forma sulla carta diverse le sue suggestioni di ordine filosofico. Ad oggi il suo pensiero filosofico é contenuto soprattutto in una raccolta di “Frammenti”, rimasti per molto tempo inediti.

Ebbe una collaborazione intensa con il filosofo Fichte, abche lui confratello, prima divenendone allievo, poi sviluppandone gli studi sulla dottrina della scienza. Sotto l’influsso degli scritti di Böhme, Zinzendorf e Schleiermacher, diventò il protagonista più celebre del primo periodo del romanticismo tedesco. Si occupò anche dello studio delle scienze naturali e dei metalli. Di grande importanza per chi voglia studiare il messaggio della confraternita, oltre ai già citati “Frammenti”, sono la raccolta di brevi poesie ed epigrammi “Blumen” (“Fiori”) e la raccolta di riflessioni politico-filosofiche “Glauben und Liebe” (“Fede e amore”), nonché i “Canti spirituali”, ed il “La cristianità o l’Europa”, ed infine il più importante “Inni alla notte”, l’opera più significativa di Novalis. In essi la notte divenne il regno del sogno e dell’immaginazione, che Novalis considerò come strade per l’infinito. Il 25 marzo 1801, a soli 29 anni, Novalis morì consunto dalla tisi, assistito dal fratello Karl. Di lui ci rimangono frasi rivelatrici come questa: “Se vediamo un gigante, esaminiamo prima la posizione del sole e assicuriamoci che non si tratti dell’ombra d’un pigmeo.”

Ritratto di Novalis

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