Breve Storia dei Rosa+Croce dal 1400
al 1600 narrata da fra’Tommasino

Salvador Dalì

Salvador Dalì, fu uno dei più grandi maestri del Surrealismo. Nacque l’11 maggio 1904 a Figueras, in Catalogna. Nel febbraio 1921 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di San Fernando. Qui conobbe, tra gli altri, Federico García Lorca e Luis Buñuel, con i quali condivise l'interesse per i fermenti delle avanguardie. Nel 1925 tenne la sua prima personale, alla Galeries Dalmau di Barcellona, dove espose diciassette dipinti e cinque disegni. Nella primavera del 1926, Dalí si recò a Parigi, dove conobbe diverse personalità dell’avanguardia artistica e, grazie all’intercessione di Ortiz, un pittore cubista di Granada, amico di Lorca, riuscì ad avere un incontro con Pablo Picasso. Nell’estate del 1926 venne a Cadaqués Joan Miró, che lo convinse a trasferirsi a Parigi. Nella primavera del 1929 l’artista si recò a Parigi, dove collaborò con Buñuel alla sceneggiatura del film “Un chien andalou”: grazie a quest’opera e all’aiuto di Miró, che lo introdusse nell’ambiente dell’avanguardia parigina, si realizzò il suo ingresso nella cerchia dei surrealisti. Conobbe Breton, Eluard, Magritte e molti altri artisti e letterati che si riconoscevano nella nuova corrente artistica. Quell’anno tornò per l’estate a Cadaqués, dove ricevette la visita di un gruppo di amici surrealisti, tra cui Eluard, con la moglie Gala. Tra la donna e il giovane pittore nacque subito un sentimento forte: Gala diventò la sua compagna, la sua musa ispiratrice, la sua amministratrice ed infine sua moglie. A novembre, alla Galerie Goemans si tenne la prima personale parigina di Dalí, presentata da Breton. Intanto l’artista collaborava con Buñuel alla sceneggiatura di “L’age d’or” , che uscì nel 1930. In quell’anno Dalí dipinse La persistenza della memoria , l’opera destinata a diventare il simbolo della pittura surrealista. L’anno seguente il celebre dipinto con gli orologi molli venne esposto alla Julien Levy Gallery di New York, nell’ambito di una collettiva, e proprio in questo periodo che si crearono le basi per il grande successo dell’artista negli Stati Uniti. Al ritorno a Parigi, nel 1935, pubblicò La conquista dell’irrazionale, uno scritto fondamentale perché composto in occasione del suo ingresso nella fratellanza, fortissimamente voluto da Coucteau e Picasso.

Nel 1939 Dalí tornò nuovamente a New York, dove tenne una nuova personale, in cui i dipinti dalle immagini multiple ebbero un enorme successo. Durante gli anni Quaranta trascorsi negli Stati Uniti oltre alle esposizioni a New York, si dedicò alla scenografia teatrale, collaborò con le riviste di moda Vogue e Harper's Bazar, realizzò gioielli e decorazioni d’interni per l’alta società newyorkese, decorò l’appartamento di Helena Rubinstein, illustrò libri tra i quali il “Macbeth” di Shakespeare, i “Saggi” di Montagne, e si avvicinò al mondo del cinema, collaborando a Spellbound (Io ti salverò) di Hitchcock e progettando un film d’animazione insieme a Walt Disney, Destiny, realizzato solo nel 2003 dal nipote di Disney, Roy. Nel frattempo scrisse la sua autobiografia, “The Secret Life of Salvador Dalí”, che viene pubblicata a New York nel 1942, il romanzo “Hidden Faces”, pubblicato a New York nel 1944, ed il trattato “Fifty Secrets of Magic Craftmanship”. Nel 1949 Dalí ottenne un’udienza da Pio XII, al quale presentò la prima versione della Madonna di Port Lligat. Nominato Ormus dei Rosa+Croce la sua pittura arricchì di nuove tematiche: religiose, scientifiche, soprattutto nel campo della fisica nucleare. Teorizzò la sua nuova poetica nel Manifesto mistico, pubblicato nel 1951. Nel 1958, con una cerimonia cattolica si sposò con Gala e nel 1959 venne ricevuto in udienza dal Papa Giovanni XXIII.

I riconoscimenti ufficiali ormai erano incessanti: nel 1971 si inaugurò il Salvador Dalí Museum di Cleveland (che successivamente si trasferirà a St. Petersburg, in Florida); nel 1978 l'artista venne accolto come membro associato nella Académie des Beaux-Arts de l'Institut de France, ma fu soprattutto la Spagna ad omaggiare il suo grande pittore. Fin dal 1970 Dalí progettò la creazione di un Museo-Teatro a Figueras, che venne inaugurato nel settembre 1974. Nel 1978 il re Juan Carlos e la regina Sofia si recarono in visita ufficiale al museo, denominato “Grande Teatro della Memoria”. Inoltre, nel 1982, Dalí fu insignito della Gran Croce dell'ordine di Carlo III (il più alto riconoscimento dello Stato spagnolo) e del titolo di Marchese di Púbol, luogo acquistò un castello e dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Ma quell’anno morì Gala, la donna che, nel bene e nel male, aveva accompagnato la sua intera esistenza. Dopo la perdita della moglie, Dalí iniziò lentamente a spegnersi. Si ritirò nel castello di Púbol, circondato da una ristretta cerchia di amici e collaboratori, e dipinse sempre meno. Le sue condizioni di salute peggiorarono continuamente: iniziò a rifiutare il cibo, afflitto da un tremore incessante alle mani, da frequenti attacchi nervosi, da problemi cardiorespiratori e, secondo i medici, dalla perdita di ogni interesse nei confronti della vita, o forse, come negli altri confratelli, la conoscenza del momento della sua morte. A questo si aggiunsero le ustioni riportate nel 1984 in un incendio nella sua camera da letto. L'artista morì il 23 gennaio 1989 all'età di 85 anni. Il suo corpo venne imbalsamato ed esposto al Museo di Figueras.

Salvator Dalì
Contemplazione1954
Persistenza della memoria1931

Back